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Mer 19 Novembre 2008
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La cittą Chiese e conventi
 
Chiesa e di San Francesco
Chiesa e abbazia di San Secondo
Cattedrale
Chiesa di Sant'Agostino
Chiesa di San Girolamo in Posterola
Chiesa di San Salvatore
Chiesa di Santa Maria di Porta
Chiesa di Santa Monica
Ex Chiesa dell´Ospedaletto
Chiesa e Monastero di S. Magno
Chiesa delle Cinque Fonti
Ex oratorio e Chiesa del Crocifisso
Ex Chiesa di Sant´Angelo
Convento Santissima Annunziata
Il Convento di San Giacomo dei Cappuccini
 

Chiesa di San Francesco

Nel 1287, stando alle cronache, frate Bartolomeo di Amelia fondò la chiesa di San Francesco dedicata inizialmente ai Santi Filippo e Giacomo. I lavori furono condotti da maestranza umbre, come il Menucci di Amelia, il Giovanni Di Nicola di Castel dell’Aquila, tra il 1401 ed il 1406. Nel 1447 i maestri Francesco e Guglielmo di Lombardia eressero il campanile. La muratura in pietra concia squadrata è visibile all’interno del campanile, mentre all’esterno mostra un’altra muratura, a sacco rasata, come una fodera costruita verosimilmente nel Settecento. Tra il ‘500 e il ‘600 la chiesa fu rinnovata per costruire la cantoria; furono eretti archi che soffocarono una cappella ora sconsacrata. A questo periodo si riferisce il rifacimento delle fonti di luce nell’abside e nell’aula. Nel sec. XVIII ci fu il rifacimento della chiesa, infatti le finestre furono rialzate più in alto della linea di gronda del coronamento originale. Al 1942 risale l’ultimo rifacimento ad opera dei Salesiani, quando il convento fu trasformato in Convitto.
Quella di San Francesco, nei secc. XIV-XV, diventò la chiesa più importante per la storia cittadina di Amelia, religiosa e civile: luogo di riunione dei Magistrati e del Riformatore o Governatore pontificio; luogo in cui si decidevano le questioni più importanti della città. Qui predicò San Bernardino da Siena nel 1426; nel 1445 San Giacomo della Marca e San Giovanni da Capestrano, chiamativi ufficialmente dal Comune, per purificare la città dai disordini morali che l’affliggevano. Nell’Avvento del 1470, vi predicò frate Fortunato Coppoli di Perugia, che convinse i Magistrati a fondare in Amelia il “Monte di Pietà”, come ormai egli stesso aveva fatto in tanti altri centri umbri.
L’esterno della chiesa si presenta ancora nella sua veste tardo romanica, con influssi gotici, soprattutto lungo i lati e nella parete absidale. La facciata, opera dei maestri scalpellini locali, di fattura semplice ed armoniosa in conci di travertino finemente lavorati, risale al 1401. Essa risulta divisa in due sezioni da una cornice dentellata; nella parte superiore vi è un doppio rosone concentrico ed incorniciatura sottotetto con motivo di archetti lobati, che formano la cuspide. Nella parte inferiore è il portale composto da elementi inseriti in successivi rimaneggiamenti (sia il rosone che il portale apparterrebbero all’originario edificio duecentesco). Il campanile, crollato in seguito al terremoto del 1915, fu ricostruito nel 1932 su progetto dell’ingegnere Gioacchino Santori.

L’interno, a croce latina, con le sue linee vagamente barocche, è stato ristrutturato nel 1767. Da segnalare, nella parte destra, la cappella intitolata a Sant’Antonio (dovuta al lombardo Antonio Pini), che ha mantenuto l’originario aspetto quattrocentesco ed i sei sepolcri della nobile famiglia Geraldini, fra cui spicca il “Sepolcro di Matteo ed Elisabetta”, monumentale opera di Agostino di Duccio (1477).

La famiglia Geraldini, composta da giuristi e prelati originari della città di Amelia, si rese famosa grazie soprattutto a due suoi componenti: Angelo, vescovo di Sessa, e suo nipote Alessandro (1524), noto come sostenitore di Cristoforo Colombo e come vescovo del Nuovo Mondo. Alessandro Geraldini fu anche il fondatore della diocesi di Santo Domingo.

Da notare il bel prospetto settecentesco dell’organo posto nella cantoria, sopra il portale d’ingresso; la meccanica originale è stata sostituita negli anni cinquanta. Nell’ingresso, a sinistra, entro l’ambiente scala d’accesso alla cantoria, è recentemente affiorata una bella porzione di affresco medioevale.
(fonte:
www.sanfracescoassisi.org)

Chiesa e abbazia di San Secondo

La chiesa ha annesso l’Oratorio della Confraternita della Buona Morte.
L’abbazia si S. Secondo venne eretta nel XII secolo sui resti di un tempio appartenuto ai monaci Silvestrini. L’edificio si compone di tre parti: la prima sorse sull’area di un cimitero cristiano, la seconda è di epoca romanica, la terza è del 1500.L’abbazia ha avuto una notevole rilevanza politica la vediamo infatti testimone di importanti episodi storici come nel 1208 il trattato con Todi.
L’interno della chiesa è in stile barocco ed è diviso in due ambienti, vi si possono ammirare un bel coro ligneo, paramenti sacri appartenenti alla Confraternita della Morte, ente ancora esistente, e interessanti tele.

Accanto all’abbazia vi è una interessante torre romanica.
Per la visita alla chiesa 0744/981453.

Cattedrale

E’ l’edificio religioso più importante di Amelia e fu eretto sul “Sacrum Verticem” della città nell’anno 872. Nel 1629 un vasto incendio distrusse la cattedrale che venne ricostruita in forme barocche.


Foto a cura di Andrea Boccalini

La facciata completata nel XIX secolo, è in cotto rosato. L’interno grandioso e solenne custodisce importanti opere d’arte tra le quali: tele di F. Zuccari, G. F. Perini, Niccolò Pomarancio, una tavola a cuspide di scuola senese attribuita per lungo tempo a Duccio da Buoninsegna, successivamente ad un pittore locale, una tavoletta raffigurante la Madonna col Bambino attribuita ad Antoniazzo Romano.
Notevole è la cappella del SS. Sacramento (sec. XVI) in forma ottagonale che conserva una interessante tavola attribuita a Taddeo Zuccari e i monumenti marmorei dei Vescovi Bartolomeo e Baldo Farrattini, quest’ultimo splendida opera d’arte dell’artista orvietano Ippolito Scalsa.


Foto a cura di Andrea Boccalini

Le pareti sono affrescate dal Luigi Fontana. Nella cattedrale sono inoltre presenti sculture di Agostino di Duccio, Ippolito Scalza e del Dosio. Da evidenziare inoltre il fonte battesimale in stile rinascimentale, con piccola statua in marmo di S. Giovanni Battista riferibile forse alla scuola del Donatello. Da ricordare che sotto l’altare si custodiscono i corpi dei Santi protettori di Amelia Santa Fermina e Sant’Olimpiade.


Foto a cura di Andrea Boccalini

Sulla parete a sinistra dell’altare è esposta la copia della "Croce dell'Evangelizzazione" che, nel 1514, fu benedetta ed innalzata da Mons. Alessandro Geraldini, primo Vescovo che arrivò nell'Isola "La Española" corrispondente attualmente alla Repubblica Dominicana e ad Haiti che Giovanni Paolo II ha consegnato nel 1986 alla Diocesi di Amelia.
Infine sono conservati nella cattedrale due importanti organi: L'organo grande costruito nel 1904 dalla ditta Rieger di Jaegerndorf nella Slesia Austriaca dentro la cassa settecentesca posta in cornu epistulae nel presbiterio e un raro organo positivo ad ala del 1600 recentemente restaurato.

E’ possibile altresì ammirare l’artistico presepe del dott. Carlo Chiappafreddo (n. 1914 – m. 1967) , donato alla cattedrale della famiglia Chiappafreddo e costituito da personaggi di cartapesta e terracotta di varie dimensioni e di originale produzione spagnola, come lo sono quelle utilizzate per i diorami che rappresentano i seguenti episodi della vita di Gesù.
Medico molto stimato tra i cittadini il dott. Carlo Chiappafreddo è stato tra ifondatori della Rivista Italiana dei Presepi, ed è ancora oggi il più illustre presepista amerino.

(Link: messaggio di Giovanni Paolo II alla Diocesi di Amelia) ['www.vatican.va'] ).

Visitare la cattedrale è possibile tutti i giorni: 10 – 12 / 16 –18,30.

Chiesa di S. Agostino

Chiesa di S. Agostino
Foto a cura di Andrea Boccalini

La chiesa venne consacrata nel 1288 e presenta una bella facciata romanico-gotica tra cui spicca il bel portale decorato con fregi e bassorilievi allegorici e una lunetta con affresco di scuola senese (sec. XIV) . L’interno ad unica navata è in forme barocche e vi si conservano numerose opere pittoriche tra cui importanti tele del Pomarancio, di A. Polinori, ed affreschi di Francesco Appiani che rappresentano il martirio di S. Pancrazio (abside), la gloria di Sant’Agostino (volta) e la morte di Santa Monica (cupola). Sopra il portale è collocato un prezioso organo del 1841 della ditta Morettini dotato di diverse suonerie ioriginali. Nella sagrestia e negli ambienti sottostanti l’abside sono venuti alla luce tracce di affreschi trecenteschi tra i quali un interessante Arthor Vitae. Importante inoltre il coro ligneo, opera di maestranze locali. L’attiguo chiostro, da cui vi si accede tramite un singolare portale, fu costruito nel 1492 dal maestro lombardo Martino Tartaglia ed è composto da un porticato e loggia superiore con volte a vela e sorrette da colonnine corinzie.
La chiesa è aperta tutti i giorni: 10-12 / 15-18,30.

Chiesa di San Girolamo in Posterola

La chiesa è sita in fondo ad un pittoresco viale e risale al sec. XVII. Nell’interno a pianta ottagonale con lesele esterne è possibile ammirare un affresco della fine del XIV sec. raffigurante la Madonna con il Bambino. Sulla cantoria, raggiungibile dall’esterno, c’è un organo positivo settecentesco, che mantiene ancora pressoché inalterate qualità foniche e meccaniche.

Chiesa di San Salvatore

La chiesa sorge sulla sommità dell’omonimo Monte prospiciente la città di Amelia. La prima costruzione della chiesa risale al IX secolo sullo stesso sito dove probabilmente esisteva un tempio pagano romano. L’attuale sistemazione, invece, risale al XVII secolo. L’interno della chiesa abbastanza ampio presenta un abside a fondo piatto completamente affrescata.

Chiesa di Santa Maria di Porta (via Garibaldi)

La piccola chiesa risale alla fine del ‘600. All’interno si trova l’altare principale ligneo con un interessante affresco (sec. XV) proveniente da una delle Porte di Amelia e raffigurante la Madonna con il Bambino. Negli altari laterali, sempre lignei, vi sono buone tele seicentesche.

Chiesa di Santa Monica (via Cavour)
La chiesa, attigua all’omonimo convento presente un interno barocco con altari lignei contenenti interessanti tele seicentesche tra le quali una attribuita a Bartolomeo Barbiano. Interessante il soffitto voltato ed interamente affrescato con motivi ad imitazione ad internodi cupola con lanterna. Sopra l’ingresso principale è possibile ammirare una belle cantoria, mentre sulla porta di accesso laterale sono visibili degli affreschi forse superstiti di una cappella cinquecentesca.

Ex Chiesa dell’Ospedaletto (già della Misericordia o di San Giovanni Decollato)

L’edificio sito poco dopo l’ingresso di porta Romana, attualmente sede del circolo culturale Santa Firmina è costituito da una cappella con annesso oratorio, faceva parte di un complesse ospedaliero istituito per i poveri e per i pellegrini intorno alla metà del secolo XIV. Entrando, a sinistra è possibile ammirare un affresco si suola senese: Maria SS con Bambino ed Angeli. Sulla parete d’ingresso si trovano due buone tele con il Battesimo di Cristo e la Predicazione di San Giovanni Battista attribuite al pittore amerino Litardo Piccioli. La volta risulta interamente affrescata probabilmente dalla scuola degli Zuccari. Esiste inoltre una terza tavola: “La Decollazione di San Giovanni” recante la firma di Livio Agresti e una data 1571.


Chiesa e Monastero di S. Magno

Chiesa di S. Magno

La chiesa di S. Manno o Magno di pertinenza dell’omonimo monastero, fondato per volere dei monaci della basilica di S. Paolo fuori le mura in Roma intorno alla fine del ‘200, appartiene alle suore benedettine di clausura. Nella chiesa si conserva un organo da considerarsi uno dei monumenti più pregevoli dell’intera città di Amelia; oggetto di visita e di studio da parte degli organisti ed organologi è oggi inserito anche negli itinerari turistici cittadini e gode di una meritata fama in Italia e all’estero. L’organo si inserisce nel filone degli strumenti “monacali”, quelli, cioè, destinati ad essere suonati da religiose spesso votate alla clausura come nel caso del monastero di S. Magno. Questa destinazione ha sempre creato problemi nel momento in cui ad utilizzare l’organo avesse dovuto essere un musicista estraneo al monastero; problemi ingegnosamente risolti in diversi modi. Lo strumento delle benedettine di S. Magno presenta una soluzione che lo rende unico nel suo genere: esso è stato dotato di una tastiera posta in cantoria e di una seconda tastiera in basso, al piano della chiesa, chiusa in un armadio apribile ed utilizzabile all’occorrenza. L’ingegnosità del sistema risiede nel fatto che la seconda tastiera ed i comandi dei registri agiscono a distanza di oltre due metri sul somiere unico dello strumento che è, però, dotato di una doppia fila di ventilabri.

(www.ameriaumbra.it)

Per la visita al chiesa, su richiesta, contattare le suore benedettine al n. telefono 0744 – 982193

Chiesa delle Cinque Fonti

Cinque fonti

L’attuale chiesa di Santa Maria delle Cinque Fonti risale al sec. XV e, nel corso dei secoli successivi, subì vari rimaneggiamenti. Il significato di “cinque fonti” è dovuto alla presenza, nelle immediate vicinanze, di arconi medievali, che dovevano contenere cinque fontane. L’esterno dell’edificio, alquanto semplice, presenta una facciata caratterizzata da due finestre dette del “viandante”: esse permettevano di seguire la messa anche dall’esterno. All’interno sono pregevoli pitture a fresco, appartenenti a cicli votivi commissionati come ringraziamento per grazie ricevute, ed eseguite nel corso dei secc. XV e XVI. Nella parete destra è il dipinto raffigurante i “Santi Rocco, Cristoforo e Sebastiano”, senza dubbio l’opera più antica.

Nella parete sinistra è un’altra opera votiva raffigurante un “Infermo orante”, con lo sguardo rivolto verso l’alto, ov’è l’immagine della “Madonna col Bambino”; dalla frammentaria iscrizione si evince che l’uomo sia stato guarito ad una gamba, per intercessione della Vergine. Sempre nella parete destra è la pittura ritenuta più interessante, raffigurante “San Rocco, la Vergine col Bambino, San Sebastiano e San Bernardino da Siena”; accanto al gruppo è una “Madonna col Bambino”.

Chiesa delle cinque fontiChiesa delle cinque fonti
L’iscrizione, posta in corrispondenza della cornice inferiore, informa che l’opera fu eseguita nel 1487 su committenza di un tal “ser Ugolino”, come ringraziamento per la guarigione di una epidemia, probabilmente la peste del 1469. La presenza di San Bernardino da Siena, minore Osservante, potrebbe essere motivata dal fatto che la chiesa dipendeva dalla SS.ma Annunziata, convento appartenente, appunto, alla famiglia degli Osservanti; inoltre, perché da giovane, ancora a Siena, durante un’epidemia di peste, Bernardino si dedicò alla cura dei malati. Nella parete della controfacciata è il dipinto raffigurante la “Madonna del latte”, dai tratti molto modesti, ma non per questo non gradevoli.

fonte:
www.sanfracescoassisi.org)

Per la visita alla chiesa rivolgersi alla Parrocchia San Francesco 0744/982076

Ex oratorio e Chiesa del Crocifisso

Chiesa del Crocefisso

La chiesa fu edificata nel 1700 su preesistente edificio religioso. All’interno vi sono altari lignei con emblemi delle antiche corporazioni cittadine provenienti dall’annesso Oratorio, ed alcune tele del 1600 e del 1700 tra cui una che rappresenta la “ Carità di Sant’Omobono”.
Nella cantoria vi è un interessante organo del 1700.

La chiesa ospita la Corale Amerina 0744/982922.








Ex Chiesa di Sant’Angelo

La chiesa è attigua ad un vasto edificio conventuale appartenuto ai Somaschi. Di proprietà comunale dopo anni di abbandono è in fase di completo restauro. Interessante la facciata interamente costituita in mattoni con incorniciatura di travertino, con ai lati due campaniletti uno dei quali conserva ancora l’orologio a sei ore completo di meccanismo con campanella per il suono delle ore.

Convento Santissima Annunziata

Convento Santissima Annunziata

Stupendo convento immerso nella natura tra i colli amerini. Il complesso è a tre chilometri da Amelia e venne eretto nel XV secolo su un preesistente eremo.
Il convento appartiene ai francescani ed è costituito da un bel cortile e dalla chiesa il cui interno semplice e disadorno possiede un’Annunciazione dipinta dal Bruschi.
In origine nella chiesa si conservava la famosa “Annunciazione Gardner” dipinta nel 1481 attribuita a Pier Matteo d’Amelia ed oggi esposta nel Museo Gardner di Boston. Al convento appartiene anche il chiostro, il Planetario che riproduce alcuni fenomeni astronomici ed infine il magnifico Presepe Permanente realizzato in gesso dal celebre presepista spagnolo Juan Marì Oliva.

Convento Santissima Annunziata


Alla portineria del convento è sempre attiva una piccola erboristeria che vende tisane e prodotti delle api. L’Associazione “Aristarchos” organizza le visite al Planetario ogni secondo sabato del mese.
Casa religiosa per l’ospitalità: Circolo A.N.S.P.I. S. Francesco e S. Chiara nel convento
0744/970010.


Il Convento di San Giacomo dei Cappuccini

Convento dei cappuccini

L’edificio, a pochi chilometri dal centro è posto in una ammirevole posizione panoramica immersa nel silenzioso verde di un bosco; già ospizio per i pellegrini e gli ammalati (1156), poi dimora delle “Monache di San Magno”, nel sec. XVI (1550?), il complesso (noto come “San Giacomo de redere”) passò ai frati Minori Cappuccini.
Recentemente ampliato e ristrutturato, può ospitare pellegrini e turisti desiderosi di ritemprare lo spirito.
Nella chiesa si possono ammirare: una bella tela attribuita al Piazza, raffigurante “La Madonna con Santi”; un notevole “Crocifisso ligneo” posto nel coro; un pregiato quadro de “L’Ultima cena” collocato nel refettorio. Al centro del chiostro è stata recentemente collocata una moderna statua di San Francesco di Assisi, opera dello sculture Aurelio De Felice.
(fonte: www.sanfracescoassisi.org)

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