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Mar 22 Maggio 2012
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La cittą La ricostruzione del tracciato
 
Tracciato

Per la ricostruzione del tracciato antico, i vari diverticoli e successive varianti che in linea di massima è stato tutto individuato, almeno da Roma a Perugia, ci si è avvalsi di molteplici elementi e riferimenti che opportunamente relazionati tra loro e verificati con una attenta ricognizione sul territorio hanno dato alla fine il risultato atteso.
- tratti di basolato
- emergenze architettoniche ed archeologiche (ponti, resti di torri e fortificazioni per la difesa, le segnalazioni e gli avvistamenti, ecc.)
- tombe e sepolture di ogni tipo, monumenti funebri

, ecc. che solitamente in epoca romana venivano realizzati lungo le strade principali a partire proprio dalle porte delle città verso l’esterno a significare la continuità della città dei vivi con la città dei morti (vedi la necropoli di Amelia che si snoda per buona parte lungo la via Amerina, l’attuale via Primo Maggio in fondo alla quale si erge il Trullo che non è altro che ciò che rimane di un monumento funebre a forma di piramide ben documentato nelle carte del sei/settecento, così dicasi dei resti murari del Pirincio). A proposito i recenti scavi della necropoli di Amelia a circa 200 metri dalla porta Romana hanno restituito pregevolissimi reperti di primo livello di origine e fattura falisca risalenti al IV e III sec. a.C. attualmente esposti presso il museo di Amelia nella mostra intitolata “La seduzione del lusso”. Questi ritrovamenti ci rafforzano il dubbio nel dare la giusta risposta al quesito: Amelia preromana, città umbra o falisca?
- chiese, ospedali e ricoveri per i pellegrini ad indicare i quali talvolta è rimasto solo il toponimo di una località sulla carta geografica (la più usata è quella dell’I.G.M, sulla quale noi abbiamo indicato a grandi linee il possibile tracciato ricostruito) . Spesso chiese, ospedali e ricoveri sono stati inglobati in fabbricati rurali, già da diversi secoli. Occorre individuarli attraverso la ricognizione sul territorio, ma soprattutto attraverso le ricerche d’archivio. Utilissimi sono i resoconti del pagamento delle decime, gli atti notarili relativi alle donazioni o ai contratti di compravendita. I resoconti delle visite pastorali dei Vescovi alle parrocchie e alle chiese di campagna. Per quanto riguarda l’amerino utilissimo è il resoconto della visita effettuata da Mons. Camajani, nella seconda metà del 500 che muove da Todi verso Amelia per selezionare le chiese da ristrutturare o da demolire. Nei pressi di Castel dell’Aquila, la prima che incontra lungo la via è quella di S. Agata. Chiesa che è stata individuata circa 5 anni fa inglobata in un fabbricato rurale e restaurata dagli attuali proprietari, la famiglia Venturi.

Ricostruzione del Tracciato


- Toponimi come ospedale, ospedaletto, osteria, osteriaccia, rote, reda, passo, ponte, via pubblica, torre, ecc. fornace (spesso realizzata lungo un’antica strada per usare i basoli divelti per ottenerne ottima calce, come è il caso di quella che ha funzionato fino agli inizi del secolo scorso sulla via Amerina tra Amelia e Orte nei pressi della casa cantoniera ed ha fatto sparire diverse miglia di strada basolata) sono tutti elementi di primaria importanza per la ns. ricostruzione.
- Altre fonti importanti sono naturalmente gli storici locali e gli archeologi professionisti o dilettanti dei secoli scorsi che pur tra tante fantasticherie e retoriche allocuzioni, spesso ci forniscono indicazioni, tracce e correlazioni ormai difficilmente leggibili sul terreno stravolto dalle invasive attività antropiche degli ultimi decenni.





* A cura di Giancarlo Guerrini, direttore del gruppo archeologico amerino

 

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