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La Via Amerina, prende il nome dell´antica città di
Ameria, punto di arrivo del primo tratto, venne realizzata, intorno
alla metà del III sec. a.C. su un tracciato più antico. Essa, costituiva
una di quelle importanti vie di comunicazione attraverso le quali
Roma, per circa sette secoli, ebbe modo di controllare tutto il
bacino del Mediterraneo.
In quel periodo Roma affrontava uno dei momenti di
maggiore difficoltà: impegnata a difendere il dominio del mare nostrum,
minacciato da Cartagine, era costretta a consolidare il proprio
potere sulle popolazioni italiche, non sempre disponibili ad essere
sottomesse da una città più potente.
In tale contesto si inserisce la creazione della
Via Amerina che doveva costituire l´asse centrale del processo di
occupazione del territorio falisco, permettendo un rapido collegamento
fra la sede del potere romano e le zone già sotto controllo, fino
in Umbria.
La conquista nel 241 a.C. di Faleri Veteres, capitale
delle popolazioni falische, e la successiva fondazione di Faleri
Novi, in una zona pianeggiante e meglio controllabile da Roma, costituì
l´occasione per la realizzazione della nuova via.
La strada, staccandosi dalla Cassia nei pressi della
Statio ad Vacanas (attuale valle di Baccano), collegava Roma alla
nuova colonia di Faleri, dove veniva a formare il decumanus maximus,
per poi proseguire, con andamento pressoché rettilineo e parallelo
al fiume Tevere che attraversava nei pressi di Orte.
Da qui raggiungeva poi l´antichissimo oppidum umbro
di Amelia. Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, riferisce
che secondo Catone la città fu fondata novecentosessantatre anni
prima della guerra contro Perseo, re di Macedonia, combattuta fra
il 171 ed il 168 a.C. In base a questa notizia, il centro umbro
dovrebbe risalire al 1134 a.C. Recenti rinvenimenti archeologici,
effettuati all´interno del centro storico, sembrerebbero confermare
una frequentazione del colle già all´epoca del bronzo.
La Tabula Peutingeriana, un itinerario picto di epoca
medievale realizzato sulla base di un documento tardo imperiale,
elenca lungo la Via Amerina i centri di Nepe, Faleros, Castellum
Amerinum, Ameria, Tuder, Vettona, Pirusio e Clusio (Chiusi), dove
la strada si riallacciava alla via Cassia.
Il tratto più importante fu, senz´altro, quello meridionale,
che collegava i territori di Veio, Faleri ed Amelia; notevole interesse
rivestì anche la sua prosecuzione che, attraverso Todi, arrivava
fino a Perugia, costituendo una valida alternativa alla via Flaminia.
Con la fine dell´impero romano e la successiva crisi
economica e demografica, la via iniziò a perdere importanza; tuttavia
in epoca longobarda il suo tracciato servì come via di comunicazione
all´interno del "corridoio bizantino" che collegava Roma con Ravenna.
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