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I corredi funerari della Necropoli dell'Ex Consorzio Agrario

La Necropoli Pre-romana di Amelia

La necropoli è stata rinvenuta nel 2001 a seguito dei lavori di demolizione dell’ex Consorzio Agrario di Amelia, in Via delle Rimembranze, appena fuori porta Romana, via principale per l’accesso alla città.
L'area, era già nota, seppure genericamente, negli ultimi decenni del 1800; gli archeologi umbri Gerioni ed Eroli avevano dato notizia di tombe “a forma di piramide”, che avevano restituito splendidi materiali peraltro oggi perduti.
Le tombe attualmente rinvenute sono da riferire ad un settore di una necropoli che doveva snodarsi lungo le moderne vie 1° Maggio e Delle Rimembranze.
Molte di esse risultano sconvolte in antico e dai moderni lavori edilizi. In quelle integre i materiali sono omogenei e di pregevole fattura, da attribuirsi sia alla produzione di artigiani locali che a beni frutto di commerci con l’Etruria settentrionale e meridionale, oggetti in cui sono evidenti gli influssi del mondo Greco ed Egiziano.

La Stratigrafia
Lo scavo ha portato alla luce una complessa stratigrafia, che è stata indagata per un massimo di 4 metri ca. di spessore. Nel complesso si sono ritrovati i resti di strutture riferibili ad un ampio arco di tempo, compreso tra il VII-VI sec. a.C. e il II sec. d.C. La fase più antica, indagata in piccoli spazi, compresi tra tomba e tomba, ha restituito parte di una grande sostruzione, costruita con blocchi informi di calcare, messi in opera senza malta. In prossimità del muro si sono ritrovati numerosi frammenti di ceramica figulina nera, decorata con solcature, riferibile a ciotole carenate e scodelle. Dopo due secoli di abbandono, in cui si è depositato uno spesso strato sabbioso di 2 m. ca, al cui interno si sono ritrovati pochissimi frammenti di ceramica buccheroide grigia, il sito viene completamente modellato a brevi gradoni artificiali. Nel IV sec. a. C., l'area viene adibita a necropoli e, senza nessun apparente ordine spaziale, vengono costruite tombe a cassone litico, scavate fosse semplici, cui si associano sarcofagi monolitici. Con la I età imperiale la zona mantiene la sua connotazione sepolcrale-cultuale con la deposizione di numerose urne cinerarie, poste a ridosso dei cassoni o all’interno degli stessi. Alla fine del I° sec inizi del II° sec. d.C. l´area perde di importanza, le strutture vengono depredate e tutta la zona cancellata da forti riporti di terreno.

I corredi funerari ospitati nel Museo

Il Museo Archeologico, dopo un primo parziale, ma importate restauro ad opera della Soprintendenza Archeologica dell'Umbria ed una prima mostra dei reperti inaugurata nel 2005, grazie ad un progetto finanziato da GAL e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, Fondazione Aldega sotto l'alta direzione della Soprintendenza Archeologica dell'Umbria ospita, dopo un attento restauro, dal dicembre 2011, in deposito, i bellissimi corredi funerari delle tombe 12 e 18, mentre nel corso del 2013 è prevista l'inaugurazione, con un ulteriore progetto, di una nuova sezione concernente gli splendidi bronzi della tomba n. 52.

 

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