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Collezione Museale

La collezione museale, tra le più importanti della Regione, è ospitata dal 2001 all’interno di palazzo Boccarini, costruito fra il XIII e il XIV secolo. Dal 1410 fu sede del governatore pontificio, la cui giurisdizione comprendeva Amelia, Orvieto e Terni. All’indomani dell’unità d’Italia, fu trasformato nel “Convitto Boccarini” e, nel 1932, nella sede dei salesiani. Il chiostro antistante al museo, fu realizzato in forme rinascimentali nel xvi secolo da fra Egidio Delfini.
Il museo è costituito da reperti romani e altomedievali, un tempo custoditi nel cortile e nei magazzini del municipio, dalla collezione Spagnoli e da una sezione preromana.
- Il percorso ha inizio al piano terra, con una sezione dedicata al ritrovamento di una necropoli umbra. Il materiale esposto è costituito dalle suppellettili appartenenti alle antiche genti che popolavano la città di Amelia.(*)
- Si prosegue con la conoscenza del territorio dal punto di vista geologico, morfologico e storico. Vengono descritti i più antichi insediamenti umani attraverso i primi documenti ritrovati in loco, per poi proseguire con la nascita della città di Amelia, ricostruita attraverso la tradizione e i materiali più antichi.
- La storia di Amelia viene descritta dall’età arcaica all’ellenismo, mediante reperti che ne testimoniano i rapporti culturali e commerciali con i centri vicini, dal VI secolo a. C. Viene descritta la necropoli, che si estende dal IV/V secolo a. C. Fino all’età romana a sud ovest della città, l’area sacra, la cinta muraria realizzata in opera poligonale, la quale presenta caratteristiche di edificazione differente a seconda di tratti, le porte.
- La visita prosegue con la romanizzazione di Amelia, dal IV secolo a.C. Fino al III secolo a. C. attraverso la conquista territoriale dell’Umbria da parte di Roma.
- Al primo piano una vasta raccolta archeologica descrive la città di Roscio Amerino, la sua organizzazione, tipica dei municipi romani, la struttura sociale, l’economia basata su di una produzione di pregio. A testimonianza della facoltosa committenza amerina, rimangono le statue, i ritratti, i rilievi e gli elementi d’arredo, le are, le sculture provenienti dalla via ortana. Molti reperti introducono il visitatore in quello che era l’artigianato locale, l’industria, la produzione laterizia. Altri elementi testimoniano il gusto per la decorazione degli edifici, fiorente tra la tarda repubblica e la prima età imperiale, il culto, conosciuto con il ritrovamento di are, cippi, iscrizioni sepolcrali, sarcofagi.

- Al primo piano un’intera stanza è dedicata alla statua bronzea di Germanico, pregevole opera del primo secolo dopo Cristo ritrovata nel 1963 ad Amelia e tornata qui dopo un lungo restauro. Insieme a quest’opera non lontano da porta romana, lungo la via ortana, furono ritrovati anche un capitello con trofei e prore di navi ed un’ara. La statua, importantissima per il suo alto valore artistico e per la rarità delle opere in bronzo di età romana giunte fino a noi, raffigura Nerone Claudio Druso, nato a Roma il 24 maggio del 15 a. C., figlio di Druso maggiore, fratello di Tiberio. Il 27 giugno del 4 d. C. Ha inizio la sua ascesa politica, quando viene adottato da Tiberio per volontà di augusto che gli da in sposa la nipote agrippina maggiore. Da questa unione nascerà il futuro imperatore Giulio Cesare Cligola. Valoroso generale, germanico muore in siria, terra retta dal governatore gen. Calpurnio Pisone avendo contratto una malattia di ignota natura, il 10 ottobre del 19 d. C.

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