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Palazzo Petrignani

Palazzo Petrignani

Sito nella suggestiva Piazza Marconi, che fu un tempo centro di aggregazione della città, è un notevole esempio di edificio nobiliare costruito nel 1500 in stile rinascimentale. L’edificio, rimasto incompleto, fu fatto costruire da Fantino Petrigani il quale conquistò posizione nella Curia Papale sotto la protezione di Papa Gregorio XIII, al secolo Ugo Boncompagni, il pontefice dell’XI Giubileo del 1575 famoso anche perchè nel 1582  promosse la riforma del calendario Gregoriano. Fantino fu arcivescovo di Cosenza, Maggiordomo di Gregorio XIII, vicelegato di Bologna e nunzio di Napoli nonché uno dei protettori del giovane Caravaggio. (si presume sia stato ospite a Palazzo Petrigani)


Le vicende del palazzo sono strettamente legate a quelle dei membri della famiglia Petrignani, specialmente a Fantino e Bartolomeo. La costruzione fu iniziata nel 1571 per volontà di Bartolomeo, ma il finanziatore era Fantino. Alla sua morte, nel 1601, i lavori vennero interrotti.Nel 1603 gli eredi trovarono il palazzo non terminato e in condizioni precarie, decisero di disfarsi dell’immobile vendendolo al Monte di Pietà. Successivamente il palazzo cambiò diversi proprietari che non modificarono le preesistenti divisioni.







facciata
Il palazzo si caratterizza all’esterno, nella parte che si affaccia sull’antica Platea major, per l’imponente facciata costruita in muratura in laterizi a cortina e articolata su quattro livelli orizzontali suddivisi in cinque sale verticali di finestre di varia grandezza. Sull’asse centrale il grande portone. Quest’ultimo costituisce un ingresso incompiuto in quanto lo scalone principale per accedere ai piani superiori non fu mai costruito. Il portone ha un imbotto lavorato in travertino, dove era collocato lo stemma di Bartolomeo Petrignani, rimosso nei primi del 1900. Gli angoli del palazzo sono evidenziati da bugnato in travertino, che parte da terra e giunge sino al sottotetto. Al piano terreno oggi compaiono 4 aperture di accesso, oltre al portone principale. Questo era in origine un piano adibito ai servizi dove erano collocate le cucine e gli ambienti di lavoro del palazzo.




interno
I caratteri stilistici degli affreschi delle sale denotano la successione delle decorazioni di diverse maestranze e sono stati attribuiti principalmente alla scuola degli Zuccari (Taddeo e Federico) per la somiglianza del ciclo amerino con quello più importante e famoso di Palazzo Caprarola, eseguito dai due fratelli. Attribuzioni più recenti anche a Livio Agresti e al suo allievo Litardo Piccioli, Tarquinio Racani e Marzio Ganassini e allievi, oltre naturalmente ai pittori fiamminghi, sicuramente autori delle grottesche che fanno da protagoniste nella decorazione delle sale del palazzo.




Anticamera:
La scena dipinta nella volta di questa stanza, di ridotte dimensioni, presenta 2 figure, una maschile e l’altra femminile poste di fronte, unite da una catena alle caviglie e da un bracciale ai polsi.

Entrambe sorreggono con una mano un anello che innalzano verso la colomba dello Spirito Santo, con l’altro un ramoscello, attributo tipico dei martiri.
La tradizione li identifica come S. Fermina e S. Olimpiade, protettori di Amelia e martiri al tempo di Diocliziano.

Sala 1.
La volta del soffitto di questa sala è interamente decorata a grottesche. Al centro la “creazione di Eva”: Adamo dormiente sotto degli alberi, Eva a mani giunte si inginocchia davanti al Creatore benedicente. Questa stessa scena è da considerarsi una copia di quella a palazzo Farnese a Caprarola degli Zuccari.
Al centro di ogni vela sono affrescati dei paesaggi animati da figure di dame e cavalieri.



Sala 2.
E’ la sala più importante: racchiusa da una cornice di stucco e circondato da un festone di fiori e frutta, c’è dipinto al centro della volta l’incontro tra Attila e il Leone.
L’opera è la copia di quella di Raffaello nella stanza di Eliodoro in Vaticano.
L’affresco ricorda il celebre episodio avvenuto nel 452 d.C. sulle rive del fiume Mincio quando Papa Leone I fermò gli Unni.
Sui lati brevi, entro finte cornici in stucco, troviamo la rappresentazione allegorica di “Amore e Odio”, e del “Lavoro e Ozio”.

Nei quattro ovali figure di donne sono le allegorie dell’acqua, del fuoco, dell’aria e della terra.
La sala è detta dello Zodiaco in quanto nelle 13 lunette sono rappresentate i 12 mesi dell’anno: 12 sono scene di vita campestre.
Fonte di ispirazione sicuramente il cambiamento apportato da papa Gregorio XIII con la riforma del calendario.

Il ciclo inizia con il carro di Apollo che nell’antichità classica era conosciuto come Elio, divinità solare: il Sole, con il suo carro, regola le stagioni, i mesi e i giorni.
Il carro è orientato verso est ad indicare il percorso quotidiano. Elio viene rappresentato come un uomo affascinante con i riccioli dorati con il cocchio trainato da cavalli e preceduto da 4 figure femminili, in riferimento alla dee cosmiche: la luna, la vegetazione, l’acqua e la terra.
Elio quindi come un Dio fecondatore della grande madre, padre della natura. Le altre scene sono 12 di vita campestre, hanno in comune l’impostazione della scena in cui predomina una figura maschile di grandi dimensioni e in alto al centro il segno zodiacale corrispondente al mese in cui si svolge la scena agricola. Agli angoli della volta 4 stemmi papali sorretti da angeli e sotto in corrispondenza di ognuno di essi 4 carte tipografiche delle 4 città native dei papi protettori: Roma di Clemente VIII, (Aldobrandini), Milano di Gregorio XIV (Sfondrati), Bologna di Gregorio XIII (Boncompagni) e Firenze di Leone X (De Medici).

Sala 3.
La sala è chiamata dello specchio per la presenza di uno specchio del 1700. Al centro delle grottesche che ornano la volta è raffigurata la Battaglia di ponte Milvio, copia di un affresco di Raffaello; sopra la porta di collegamento con la seconda sala si trovano 2 carte tipografiche: Vienna e Costantinopoli, capitali di due imperi, mussulmano e cristiano in lotta fra loro. Bisogna infatti ricordare l’incarico che Fantino Petriganni aveva ricevuto prima di morire, era stato nominato Commissario delle Milizie pontificie che il papa Clemente VIII aveva fatto allestire per mandarle in soccorso all’imperatore Rodolfo II di Austria, minacciato dall’esercito turco.
Agli angoli stemmi della famiglia asburgica.

Sala 4.
Al centro della volta l’incontro di 2 personaggi, uno forse Ulisse Orsini e sullo sfondo la veduta di Amelia

Sala 5.
Al centro della volta scena di battaglia

Sala 6.
Al centro della volta l’insediamento dei padri somaschi ad Amelia il cui collegio fu voluto e finanziato dalla famiglia Petrignani.

Sala 7.
Al centro la scena di un accampamento schierato quasi in procinto di sferrare un attacco.
Potrebbe essere la rappresentazione dell’ultimo incarico di Fantino. L’allestimento delle truppe pontificie in soccorso all’imperatore Rodolfo II d’Austria

Informazioni e visite:

Palazzo Petrignani Via del duomo, 3                 

Orari di apertura :

giugno- settembre sabato, domenica e festivi 10.00-14.00
ottobre-dicembre domenica e festivi 13.30-15.30
gennaio-febbraio Chiuso (solo su prenotazione)

 

Regolamento di biglietteria

Intero € 2,00
Ridotto € 1,00(da 6-18 anni e sopra i 60 anni,/ gruppi sopra a 15 persone / Soci Icom/ giornalisti/Insegnanti/studenti universitari)
Gratuito (0-5 anni/disabili con accompagnatori / residenti la domenica)
Cumulativo (Cisterna + Museo + Petrignani):
Intero € 7,00
Ridotto € 5,00(da 6-18 anni e sopra i 60 anni,/ gruppi sopra a 15 persone / Soci Icom / giornalisti / Insegnanti/studenti universitari)
Gratuito (0-5 anni/disabili con accompagnatori/ residenti la domenica)

APERTURE STRAORDINARIE DEL MUSEO ARCHEOLOGICO/ CISTERNA ROMANA /PALAZZO PETRIGNANI
UNO SPAZIO 50,00 euro + il costo del biglietto ridotto. Con o senza visita, da 1 a 30 partecipanti, durata 45 minuti ca. 
DUE SPAZI 80,00 euro + il costo del biglietto cumulativo ridotto. Con o senza visita, da 1 a 30 partecipanti, durata 90 minuti ca. 
TRE SPAZI 100,00 euro + il costo del biglietto cumulativo ridotto. Con o senza visita, da 1 a 30 partecipanti, durata150 minuti ca.

 

visite guidate

gratuite durante l’orario di apertura ogni 30 minuti.
Visite guidate fuori orario € 50,00 (da 1 a 30 partecipanti) + costo del biglietto

 

infoline 800961993

 

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