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Esenzioni Covid prima rata IMU2021

La Legge di Bilancio ha confermato l’esenzione inaugurata nel 202o dal Decreto Rilancio (articolo 177 del dl 34/2020) prevedendo la cancellazione della prima rata IMU 2021 per gli immobili dei settori turismo, ricettivo-alberghiero e dello spettacolo posseduti dai medesimi gestori delle attività: stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, stabilimenti termali; alberghi, pensioni, agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti vacanze, bed & breakfast, residence; immobili di imprese di allestimento strutture espositive per eventi fieristici o manifestazioni; discoteche, sale da ballo e night-club. Inoltre, in base alla legge di conversione del Decreto Sostegni (articolo 6-sexies) sono esentati sempre dal versamento della prima rata IMU anche le Partite IVA già aperte al 23 marzo 2021 che possiedono immobili e li utilizzano per la propria attività produttiva o professionale, purché possano vantare come requisiti gli stessi previsti per accedere ai contributi a fondo perduto dello stesso DL 41/2021:

  • -Ricavi e compensi annui non superiori a 10 milioni di euro;
  • -perdita media mensile di fatturato o dei corrispettivi pari ad almeno il 30% nel corso del 2020 rispetto a quelli registrati nel 2019.

Altre esenzioni IMU

  • Per i terreni agricoli e loro assimilati l’imposta non è dovuta: da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola; nei Comuni dell’elenco di cui alla circolare del Ministero delle Finanze n. 9 del 14 giugno 1993; nei comuni delle isole minori di cui all’allegato A alla legge 28 dicembre 2001, n. 448; se destinati ad uso agrosilvo-pastorale e sono di proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.
  • Vige poi l’esenzione per alcuni casi di utilizzo dei fabbricati per attività esclusivamente non commerciale: immobili pubblici ad uso istituzionale; fabbricati per esercizio esclusivo del culto; fabbricati nelle categorie catastali da E/1 a E/9; fabbricati destinati ad usi culturali (art. 5-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601); immobili di soggetti di cui alla lettera i) del comma 1 dell’art. 7 del Dlgs 504/1992 e destinati ad attività non profit previste nella medesima lettera i).

 



VALORI DI RIFERIMENTO DELLE AREE EDIFICABILI

 

Con deliberazioe n. 74/2021 sono stati fissati i vlori di riferimento delle aree edificabili ai sensi del regolamento IMU vigente:

l’articolo 2 del vigente Regolamento per l’applicazione dell’Imposta Municipale Propria (IMU) per l’anno 2020, approvato con delibera di C.C. n. 21 del 30.06.2020 ed, in particolare, il comma 1 ove si definisce che “La base imponibile dell’area fabbricabile è determinata considerando il valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno d’imposizione, o a far data dall’adozione degli strumenti urbanistici generali o attuativi, così come risultante da atto pubblico o perizia giurata e comunque in misura non inferiore ai valori venali di riferimento deliberati dalla Giunta Comunale entro il 31 marzo di ogni anno o comunque entro il termine ultimo per l’approvazione del bilancio di previsione, in applicazione della facoltà di cui all’articolo 1, comma 777 della legge 27 dicembre 2019, n.160. In caso di mancata deliberazione entro il suddetto termine, i valori venali si intendono confermati di anno in anno.


scarica i valori>>> file icon pdf VLROI AREE EDIFICABILI.pdf

 

 


 

 

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TARI: DAL 2021 SI PASSA A TARIFFA CORRISPETTIVA

(GESTIONE ASM-ATI)

 

 

Il Giornale dei Comuni

 

1 – Cosa è la tariffa puntuale?

L’obiettivo è semplice: pagare in base alla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti e gettati nella spazzatura. La tariffa puntuale è questo: un prezzo che nasce dal sistema di calcolo dei rifiuti prodotti dal singolo cittadino, o meglio dalla singola utenza (domestica e non domestica), che consente di determinare una tariffa proporzionale, almeno in parte, alla fruizione del servizio di raccolta rifiuti. Una tariffa figlia quindi di una gestione rifiuti, che si prefigge di calcolare, il reale volume e peso dei singoli svuotamenti dell’utenza.

Un approccio che si contrappone al sistema fino ad ora utilizzato che basa il calcolo su una presunzione di conferimento di rifiuti, siamo lontani quindi dal metodo che si basava ad esempio soltanto sul criterio dei metri quadrati dell’immobile di residenza, perché nel nostro caso, l’utente paga per quanto rifiuto indifferenziato produce. Un modo per ridurre i costi ambientali ed economici e al tempo stesso rendere più equa una tassa che sino ad oggi si è basata esclusivamente sulle dimensioni dell’immobile e il numero di utenti, penalizzando molte famiglie a basso reddito.

Ecco quindi la sfida: chi sa ridurre i rifiuti indifferenziati paga una bolletta più leggera. Un sistema equo perché ottiene una partecipazione diretta dei cittadini premiando i comportamenti virtuosi di chi differenzia correttamente i materiali riciclabili e riduce al minimo i rifiuti non riciclabili.

2 – Quali sono i vantaggi che si ottengono adottando la tariffa puntuale?

Ecco un elenco dei principali vantaggi che si possono raggiungere grazie alla tariffa puntuale:

• rispettare gli obiettivi indicati dall’Unione Europea (ad esempio l’obiettivo del riciclo del 55% dei rifiuti urbani entro il 2025 o il riciclo degli imballaggi del 65% entro il 2035 e così via …);

• aumentare la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti a livello locale (con una sensibile riduzione dei costi di smaltimento);

• migliorare la qualità dei materiali differenziati a livello locale (ad esempio incrementare i corrispettivi Conai grazie alle maggiori quantità e qualità dei materiali recuperati);

• ridurre sempre più la quantità di rifiuti prodotti pro-capite;

• contare su un calcolo obiettivo dei costi del servizio di raccolta rifiuti, evitando tariffe non eque;

• introdurre un meccanismo di “premialità”: il cittadino vede premiati i propri sforzi per aumentare la differenziazione dei propri rifiuti e, conseguentemente, riduce la produzione di rifiuto indifferenziato;

• consentire un migliore monitoraggio del servizio offerto dal gestore o dall’ente locale;

• migliorare l’ambiente grazie alla riduzione dell’inquinamento prodotto dallo smaltimento e grazie all’uso dei bidoncini controllare il problema del randagismo dovuto alla rottura dei sacchi;

• migliorare l’immagine dell’ente locale che può di fatto applicare una tariffazione più equa, facendo in modo che ogni cittadino paghi realmente in proporzione al servizio richiesto ed utilizzato, e così il singolo Comune, potrà distinguersi per virtuosità e correttezza;

• modificare le scelte di consumo: nei territori che scelgono la tariffa puntuale, la grande, media e piccola distribuzione hanno cominciato a mettere in commercio prodotti con minor presenza di imballaggi superflui (ad es. latte con vuoto a rendere e prodotti alla spina) per assecondare l’interesse dei propri clienti a produrre meno rifiuti.

3 – Come si compone una tariffa puntuale?

La tariffazione puntuale prevede di associare la singola utenza, corrispondente ad esempio ad un nucleo familiare, al rifiuto indifferenziato che produce e di misurarlo introducendo una tariffa in parte calcolata in base alla reale produzione di rifiuto conferito da quell’utente. Fermo restando la possibilità di misurare anche altre frazioni di rifiuto, ivi compresi i conferimenti presso i centri di raccolta comunali.

Questo tipo di tariffa, in genere, si compone di una parte fissa e di una variabile: la prima, fissa, è calcolata in base alla superficie dell’immobile per le utenze non domestiche e in base al numero di componenti del nucleo familiare per le utenze domestiche e finanzia le spese non legate alla produzione dei rifiuti, come lo spazzamento delle strade, lo svuotamento dei cestini, la gestione delle stazioni ecologiche, la pulizia degli spazi pubblici, gli investimenti in opere pubbliche. La seconda, variabile, è direttamente dipendente dai rifiuti prodotti dall’utenza e copre i costi di raccolta e smaltimento. Viene misurata la cosiddetta “soglia annua minima di conferimento” che varia a seconda del numero di componenti del nucleo familiare. Vi è poi una quota variabile aggiuntiva che viene applicata solo quando si conferiscono più rifiuti indifferenziati rispetto a quelli previsti nella quota variabile minima.

Un esempio di calcolo? La somma degli svuotamenti moltiplicata per la capacità del contenitore è trasformata in volume annuale di rifiuti prodotti; ad esempio, un contenitore da 150 litri svuotato 12 volte nell’arco dell’anno corrisponde ad un volume di 1.800 litri.

4Chi gestisce la tariffa puntuale?

La gestione dell'entrata è a completo carico e responsabilità del gestore nel nostro caso: ATI ASM-CNS. I Comuni attraverso l'AURI approvano o meglio convalidano il PEF (Piano Finanziario) e quindi approvano le relative TARIFFE annuali con delibera di Consiglio. E' molto importante sottolineare che esiste una autorità: l'ARERA che verifica il rispetto della normativa ed impedisce ad esempio che i costi crescano oltre certi limiti.

8 – Come si calcola la tariffa per le utenze non domestiche?

Per quanto riguarda le utenze non domestiche, il calcolo è abbastanza simile. In questo caso la quota fissa tiene in genere conto solo delle superfici mentre quella variabile è costruita sulla base dei rifiuti effettivamente conferiti. Sono previsti riduzioni per chi dimostra di averli avviati a riciclo a propria cura e spese. In particolare, la misurazione dei rifiuti per questa tipologia di utenze consente anche di tenere sotto controllo il livello quali-quantitativo dei rifiuti conferiti nel rispetto dei limiti di assimilabilità previsti dalla normativa vigente.

link utili:

sito del gestore per ulteriori info e modulistica

sito ARERA

 


TABELLA CODICI TRIBUTO

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RAVVEDIMENTO OPEROSO

TAB_sanzioni_ravvedimento_operoso.jpg

 


 

APPROFONDIMENTI IN MATERIA DI IUC>>>>LINK UTILI

PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI
*Ai sensi dell’art. 1 comma 703 della Legge di Stabilità 2014 “L’istituzione della IUC lascia salva la disciplina per l’applicazione dell’IMU” 
D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23 Artt. 8 – 9 – 14
D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 Art. 13 (convertito in L. 22 dicembre 2011, n. 214)
D.L. 2 marzo 2012, n. 16 (convertito in L. 26 aprile 2012, n. 44)
D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504
Art. 1, commi da 158 a 172, della L. 27 dicembre 2006, n. 296( Legge finanziaria 2007)
D.L. 24 gennaio, n. 1, (convertito in L . 24 marzo 2012, n. 27)
D.L. 2 marzo 2012, n. 16, (convertito in L. 26 aprile 2012, n. 44)
D.L. 10 ottobre 2012, n. 174, (convertito in L. 7 dicembre , n. 213)
L. 24 dicembre 2012, n. 228 (Legge di stabilità 2013)
D.L. 8 aprile 2013, n. 35 (convertito in L. 6 giugno 2013, n. 64) 
D.L. 31 agosto 2013, n. 102 (convertito in L. 28 ottobre 2013, n. 124)
D.L. 30 novembre 2013, n. 133 (convertito in L. 29 gennaio 2014, n. 5);
Legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Legge di stabilità 2014);

Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di stabilità 2020 art. 1 c. 738 e ess)


Regolamento comunale IUC (in vigore fino al 31/12/2019)

INFO ufficio tributi   mail: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

ORARIO SPORTELLO: LUN - VEN  8.45 - 12.30  - MAR - GIO  15.00 - 17.00

 

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