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Foce
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Sambucetole
Porchiano del Monte

Foce

Dagli antichi documenti, Foce viene citato come “Castrum Focis” importante castello situato in posizione strategica sulla strada che da Amelia conduce a Narni.
Contesa per secoli tra questi due comuni, Foce ha sempre avuto uno spirito autonomista come nel 1367 quando il castello potè dotarsi di uno statuto proprio. Foce fu per secoli sotto la giurisdizione di Amelia e condivise con essa tutte le vicende politiche. Dell’antico castello di Foce oggi si possono ammirare tratti di mura e torri, la porta, la chiesa romanica di S. Gregorio ornata da interessanti sculture e il pozzo civico. Notevole anche il convento cistercense sec. (XVIII), ora adibito a Country Resort e l’annesso Santuario mariano della Madonna delle Grazie in cui è venerata un’antica e miracolosa immagine in affresco della Vergine, rinvenuta in una edicola a valle del colle sulla sponda del torrente Beccio. L’immagine fu traslata nel castello il 13 maggio 1629 dove fu costruito ed inaugurato nel 1648 il bel Santuario meta di importanti pellegrinaggi e il meraviglioso altare. Stupendo è il vasto orizzonte che si ammira dalla collina del paese aperto su incantevoli panorami in lontananza.
Altitudine: m. 463
Distanza da Amelia: Km. 5,500
Patrono: San Gregorio martire
Chiesa parrocchiale. San Gregorio
Festa liturgica: 16 Gennaio
Festa Santa Maria delle Grazie: 2/a domenica di maggio,
Festa di San Bernardo: 3/a domenica di agosto
Ricorrenze: 8 settembre, pellegrinaggio diocesano UNITALSI al Santuario di Santa Maria delle Grazie.

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Collicello
Avamposto di Amelia a confine con i territori di Todi, Collicello trae il suo nome dalla sua posizione su una collina boscosa. Il borgo subì varie distruzioni da parte della famiglia Chiaravalle di Todi per l’egemonia territoriale.
Oggi Collicello conserva in ottimo stato la cerchia muraria, la porta d’ingresso, otto torri medioevali e la chiesa di S. Giovanni Evangelista. Poco fuori il paese vi è la chiesa della Madonna delle Grazie con all’interno affreschi del 1400.
In località Galisciano ci sono dei ruderi di un monastero francescano detto “Speco di S. Francesco” dove sostò il Poverello d’Assisi. E’ possibile altresì godere a pieno della natura circostante la frazione attraverso un suggestivo percorso segnato denominato “Percorso Circolare di Collicello”.
Altitudine: 435
Distanza da Amelia: Km 15
Patrono: San Giovanni Evangelista
Chiesa parrocchiale: San Giovanni
Festa liturgica: 27 dicembre
Festa popolare: ultima domenica di giugno
Escursioni: ruderi del convento di San Francesco

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Fornole
Conosciuta sin dall’antichità come “Castrum Fornoli”, è oggi uno dei centri più vitali industriali dell’amerino, è la frazione più popolosa del comune.
Il suo nome deriva dai numerosi forni e fornaci presenti in quest’area sin dall’antichità. Dal XV secolo Fornole è stata sotto l’egemonia di Amelia per il controllo dell’espansione di Narni.
Più volte assediato, distrutto e ricostruito, il paese conserva al suo interno, l’impianto urbanistico del centro storico è costituito da vicoli stretti e paralleli e la chiesa di S. Pietro, mentre all’esterno vi sono tratti di mura e torri.
Altitudine: m. 340
Distanza da Amelia: Km 5
Patrono: San Giuseppe
Chiesa parrocchiale: San Pietro apostolo
Festa: 4/a domenica di maggio
Escursioni: Parco San Silvestro

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Macchie
Tipico borgo dell’amerino e conosciuto dagli antichi documenti come “Castrum Machiae”: Il suo nome deriva dai lussureggianti boschi che lo circondano. Fu un antico possedimento di Amelia ed oggi del castello rimangono tratti di mura, un torrione e la porta d’ingresso.
Nel centro del borgo vi è la moderna chiesa di S. Nicola da Bari. La leggenda vuole che Federico Barbarossa si fermò in questa collina, arrestando qui il suo cammino verso Roma, colpita in quell’epoca dalla peste.
Altitudine: m. 552
Distanza da Amelia: Km 9
Patrono: San Nicola da Bari
Festa liturgica: 6 dicembre
Escursioni: sorgente Capita a ca. km 3.

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Montecampano

Fu l’antico “Mons Campanus” ed è situato su un’alta collina dominante la la bassa valle del Nera. Fu un possedimento di Amelia dal 1354 ed il castello fu più volte distrutto e ricostruito.
Montecampano conserva dell’antico impianto alcuni tratti di mura e torri, mentre l’interno è caratterizzato da via Cansacchi con bei palazzetti ai lati ed un orologio posto su un ponte- passaggio tra due edifici ed infine la chiesa di S. Pietro in Vincoli. Stupendo è il paesaggio che si ammira sulle valli circostanti.
Altitudine: m. 350
Distanza da Amelia: Km. 9
Patrono: San Ciriaco e San Eurosia
Chiesa parrocchiale. San Pietro in Vincoli
Festa: 1/a domenica di maggio

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Sambucetole

La sua etimologia è tuttora oggetto di studio; nel medioevo si chiamò “castrum Sambucetoli”, quindi “Sanct Focetoli” ed infine dal XVIII secolo “Sambucetoli”, fino all’odierno Sambucetole.
Il primo documento che la ricorda sono le riformanze del 1308, quindi la sua origine risale ad epoca antecedente, probabilmente contemporanea al nascente comune che ebbe l’urgenza di approvare ai suoi confini, baluardi difensivi nei confronti soprattutto della forte rivale Todi. Nel 1408 Francesco degli Atti forse per rappresaglia all’assedio del castello di Sismano di sua proprietà devastò Sambucetole che venne in seguito completamente distrutta nel 1413 da Paolo Orsini, capitano delle milizie del patrimonio della Chiesa, in quanto aveva fatto atto di dedizione a Ladislao re di Napoli e nemico del Papa. Poiché nel 1425 la popolazione non era ancora tornata nel castello, il Comune di Amelia, pur di avere una presenza di difesa attiva in quei luoghi, stipulò un contratto con Nicola Artemisi, nobile amerino, che si impegnò, dietro concessione di privilegi, di condurre 50 famiglie schiavone ad abitare nel castello; ne condusse di fatto soltanto 34 ma molti sono tuttora i nomi che hanno origine slava. Dell’antico impianto medievale restano alcuni tratti di mura e torri.
Altitudine: m. 366
Distanza da Amelia: Km 9
Patrono: San Clemente
Chiesa parrocchiale: San Matteo
Festa liturgica: 16 maggio
Festa popolare: domenica successiva alla festa liturgica

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Porchiano del Monte
E’ l’antico “Fortiano” citato negli archivi medioevali come “Castrum”, fortilizio situato sulla valle del Tevere. Conteso tra Amelia, Todi e la famiglia degli Alviano, nel 1317 passò sotto la giurisdizione di Amelia, subendo varie occupazioni e distruzioni da parte dei castelli vicini.

Arroccato su di una collina, Porchiano conserva tratti di mura medioevali con torri, la porta d’accesso al castello, mentre all’interno tra caratteristici vicoli, si ammira la chiesa di S. Simeone con campanile romanico, all’interno vi è una delle pietre col sangue prezioso del Miracolo di Bolsena del 1263 (Corpus Domini). Fuori dall’abitato vi è la chiesa di S. Cristina con interessanti affreschi al suo interno, mentre ad 1 Km si possono ammirare la chiesa della SS Trinità , begli affrschi votivi del 1300e 1400.
Chiesa parrocchiale: San Simeone
Patrono: San Simeone
Comprotettrice: Santa Cristina da Bolsena
Festa liturgica: 18 febbraio (San Simeone) – 10 maggio (festa di voto)
Festa liturgica e popolare: 24 Luglio (Santa Cristina)
Escursioni: Chiesa della Santissima Trinità (a circa 1 km)

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