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Gio 09 Set 2010
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La città Leggende e curiosità
 
Curiosità
 
Ponzio Pilato
 

Amelia, città prima umbra e poi romana possiede numerose epigrafi di quest’ultimo periodo. Nel XVI secolo un’iscrizione ritrovata nei pressi della chiesa Abbazia di San Secondo desta sicuramente una certa curiosità. Si parla infatti di un certo ['Pilatus/IIII VIR/QUINQ (UENNALIS) (CIL, XI 4396). Tale scritta è addotta da alcuni studiosi come prova certa dell’origine amerina del più famoso dei governatori romani: Ponzio Pilato, e della sua permanenza in Amelia prima di essere giustiziato a Roma.

(fonte: "Amelia e i suoi Statuti Medievali" a cura di Enrico Menestò, 2001)

 
 
Alessandro Geraldini e l'impresa di Cristoforo Colombo
 

Alessandro Geraldini, illustre rappresentante dell’omonima famiglia amerina e primo vescovo del Nuovo Mondo, era dotato della sufficiente autorità presso la corte spagnola per affrontare uno dei nodi dell’impresa di Colombo, il problema del rapporto tra scienza e fede: di fronte al Gran Consiglio della "Junta di Santa Fè” egli pronunciò una convincente mediazione, che offrì la giustificazione per il via libera a Colombo. Quest’ultimo chiamò Gratiosa (Graziosa), in onore alla madre di Alessandro Geraldini, una delle isole del continente americano.

 
 
La volta della Cappella Sistina
 

Fu Piermatteo d'Amelia, chiamato da Sisto IV, a dipingere, in origine, la volta della cappella Sistina: si trattava di un semplice cielo blue costellato di stelle dorate (1483). La volta mantenne questo aspetto fino a quando papa Giulio II della Rovere nel 1508 (1503-1513) commissionò a Michelangelo la ridecorazione della vasta superficie..

 
 
La Porta del Morto
 

Si tratta di una caratteristica struttura delle case medievali presente in particolare nelle città umbre e toscane. La porta era ubicata accanto all’ingresso principale dell’abitazione e si distingueva oltre che per la sua forma piccola e stretta anche per la sua collocazione rialzata rispetto al piano stradale. Deve il suo nome all’usanza medievale di fare uscire la bara non dall’ingresso principale, ciò affinché lo spirito del morto restasse dentro la casa. La porta, quindi, si apriva soltanto per far passare la bara di chi usciva, piedi in avanti, dalla casa, per non farvi più ritorno. Da qui la necessità di tenere la porta del morto ben chiusa finché non ci fosse la dolorosa necessità di usarla. Nessun vivo, nemmeno per errore, doveva passare dalla porta del morto, per timore del cattivo auspicio! Ma c’è un altro motivo, non legato alle credenze popolari ed ispirato a ragioni prevalentemente pratiche. Le abitazioni medievali, infatti, normalmente avevano al pianterreno le stalle, le botteghe artigiane o commerciali, subito dopo l'ingresso partiva, per privilegiare detti spazi, una ripida scalinata tanto stretta che la bara non vi poteva girare e pertanto in questa occasione necessitava di tale apertura. Ad Amelia un perfetto esempio di tale struttura lo ritroviamo presso Palazzo Nacci.


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