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Leggende e curiosità |
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| Curiosità |
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| Ponzio Pilato |
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| Amelia, città prima umbra e poi romana
possiede numerose epigrafi di quest’ultimo periodo. Nel XVI
secolo un’iscrizione ritrovata nei pressi della chiesa Abbazia
di San Secondo desta sicuramente una certa curiosità. Si
parla infatti di un certo ['Pilatus/IIII VIR/QUINQ (UENNALIS) (CIL,
XI 4396). Tale scritta è addotta da alcuni studiosi come
prova certa dell’origine amerina del più famoso dei
governatori romani: Ponzio Pilato, e della sua permanenza in Amelia
prima di essere giustiziato a Roma.
(fonte: "Amelia e i suoi Statuti Medievali" a cura di Enrico Menestò, 2001)
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| Alessandro Geraldini e l'impresa di Cristoforo Colombo |
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| Alessandro Geraldini, illustre rappresentante
dell’omonima famiglia amerina e primo vescovo del Nuovo Mondo,
era dotato della sufficiente autorità presso la corte spagnola
per affrontare uno dei nodi dell’impresa di Colombo, il problema
del rapporto tra scienza e fede: di fronte al Gran Consiglio della
"Junta di Santa Fè” egli pronunciò una
convincente mediazione, che offrì la giustificazione per
il via libera a Colombo. Quest’ultimo chiamò Gratiosa
(Graziosa), in onore alla madre di Alessandro Geraldini, una delle
isole del continente americano.
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| La volta della Cappella Sistina |
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| Fu Piermatteo d'Amelia, chiamato da Sisto IV,
a dipingere, in origine, la volta della cappella Sistina: si trattava
di un semplice cielo blue costellato di stelle dorate (1483). La
volta mantenne questo aspetto fino a quando papa Giulio II della
Rovere nel 1508 (1503-1513) commissionò a Michelangelo la
ridecorazione della vasta superficie..
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| La Porta del Morto |
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| Si tratta di una caratteristica struttura delle
case medievali presente in particolare nelle città umbre
e toscane. La porta era ubicata accanto all’ingresso principale
dell’abitazione e si distingueva oltre che per la sua forma
piccola e stretta anche per la sua collocazione rialzata rispetto
al piano stradale. Deve il suo nome all’usanza medievale di
fare uscire la bara non dall’ingresso principale, ciò
affinché lo spirito del morto restasse dentro la casa. La
porta, quindi, si apriva soltanto per far passare la bara di chi
usciva, piedi in avanti, dalla casa, per non farvi più ritorno.
Da qui la necessità di tenere la porta del morto ben chiusa
finché non ci fosse la dolorosa necessità di usarla.
Nessun vivo, nemmeno per errore, doveva passare dalla porta del
morto, per timore del cattivo auspicio! Ma c’è un altro
motivo, non legato alle credenze popolari ed ispirato a ragioni
prevalentemente pratiche. Le abitazioni medievali, infatti, normalmente
avevano al pianterreno le stalle, le botteghe artigiane o commerciali,
subito dopo l'ingresso partiva, per privilegiare detti spazi, una
ripida scalinata tanto stretta che la bara non vi poteva girare
e pertanto in questa occasione necessitava di tale apertura. Ad
Amelia un perfetto esempio di tale struttura lo ritroviamo presso
Palazzo Nacci.
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